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Martedì 3 Marzo  2020 ultima lezione dell'Anno Accademico 2019/ 2020 Se ricordate :
"Canti della passione colti e popolari di autori napoletani: Pergolesi e S.Alfonso" Maestro Antonio Saturno
il  Giovedì 5 Marzo  2020   "In osservanza alle disposizioni contenute
del DPCM  del 4 Marzo 2020" prima interruzione . Dopo pochi giorni scrivemmo su questo nostro sito : "Con grande dispiacere siamo costretti ad interrompere tutte le nostre attività.
 
Sicuri che "l'Italia ce la farà" ad uscire da questa emergenza
corona-virus ed in ottemperanza all'ultimo Decreto 9/3/2020 zona rossa tutta l'Italia - DPCM in G.U. n. 62 del 9/3/2020
 
                                           #restiamoacasa "


Oggi 15 Ottobre 2021 grazie al     DECRETO-LEGGE 21 settembre 2021 , n. 127 possiamo pensare di riprendere, con le dovute cautele e nel rispetto delle prescrizioni, i nostri incontri culturali e riprenderci quei momenti di aggregazione che tanto sono mancati a tutti noi!


     Prendi un sorriso
Prendi un sorriso,
Regalalo a chi non l’ha mai avuto.
Prendi un raggio di sole,
Fallo volare là dove regna la notte.
Scopri una sorgente,
fai bagnare chi vive nel fango.
Prendi una lacrima,
Posala sul volto di chi non ha pianto.
Prendi il coraggio,
Mettilo nell’animo di chi non sa lottare.
Scopri la vita,
Raccontala a chi non sa capirla.
Prendi la speranza
E vivi nella sua luce.
Prendi la bontà
E donala a chi non sa donare.
Scopri l’amore
e fallo conoscere al mondo.

              (Mahatma Gandhi)
Meteo Campania

 

MONASTERI SOPPRESSI NEL COMUNE DI NOCERA
da " STATO DELLA CITTA' E DIOCESI DI NOCERA DE' PAGANI"
ANNO I - 1877
di Mons. Raffaele  AMMIRANTE  - Vescovo  della Diocesi di Nocera de' Pagani 1871/1881

1° Monastero di Cirico o Ciriaco
2° Ospizio di S. Benedetto
3° . Badia di S. Maria a Monte
4°. Priorato di S. Angelo in grotta           (prossimamente)
5°. Monastero di S. Giovanni in  Parco
6°. Monastero dei PP. Carmelitani  alle Camerelle (prossimamente)

1° Monastero di s. Cirico o Ciriaco
Pare che due Monasteri di questo nome fossero stati nei passati tempi nei due Comuni di Nocera superiore ed inferiore. Del primo ci parla il Ventisimuglia, e lo pone nel luogo così detto di Melluno ( oggi villaggio di Malloni), con una chiesa intitolata a s. Andrea. Ciò potersi ricavare, dice l’autore, da una carta del 1502.Dell’altro poi discorre il P. Alessandro De meo nei suoi Annali Critico-Diplomatici (vol. 8), e gli dà posto sulla collina del parco, deducendolo da un pubblico documento del 1079, conservato nell’Archivio della ss. Trinità di Cava, ove è detto, che Roberto Guiscardo, duca di Salerno, donava a s. Pietro, terzo Abbate di Cava, la chiesa di s.Matteo apostolo (diversa dall’attuale Parrocchia di questo nome) situata in plaja Montis loci Nocerie in cuius montis cacumine rocca s. Cirici habetus, con facoltà di accettare qualunque donazione venisse fatta a detta chiesa dalla pietà dei fedeli, e di far vestire l’abito religioso a quanti il volessere nel Monastero già edificato presso della Rocca, se pure il medesimo Monastero non fosse stato la rocca, di cui è parola nel diploma. Di tutte e due le case religiose oggi non rimane vestigio.  
 Quanto poi alla Chiesa di s. Cirico o Ciriaco, presso la quale, ed a poca distanza da cui, dovè essere fabbricato il secondo Monastero, di cui più sopra abbiamo fatto menzione, è a sapere che questa Chiesa la troviamo pure nominata di s Arrigo, e di s. Quirico, in due documenti diversi. Il primo è un diploma dell’880; il secondo è un altro diploma del  1026, nel quale si parla di un certo Pietro, Cherico ed Abate della Cappella del Palazzo, il quale loca ad un certo Giovanni un fondo in Monticello ( luogo del Parco così nominato) sotto la Chiesa di s. Martino, di cui si parla in un’altra scrittura del 984, e che si dice stare in Monticulo, dentro Nocera, sia la medesima che quella nominata di sopra. In qusto caso una stessa Chiesa sarebbe satata denominata con cinque nomi diversi.
Da R. Ammirante – Stato della città e Diocesi di Nocera de’ Pagani – Anno I . 1877)

2°. Ospizio di S. Benedetto
 
Dovè questo Ospizio essere situato assai piccolo e di pochissima considerazione, secondo si può inferire e dal nome che ebbe, di Cella di s. Benedetto, e dallo scopo cui fu destinato, in hospitium peregrinorum, di ricevere cioè i forestieri, non sappiamo se i Padri dell’Ordine medesimo, i quali dovendo trasferirsi da un luogo all’altro, meglio avrebbero dimorato temporaneamente in un Ospizio religioso, che non in un pubblico albergo o casa privata; o pure coloro, che trovandosi in viaggio venivano dalla carità dei figlioli di s. Benedetto provveduti di soccorso pei loro diversi bisogni. Fondò questa Cella  di s. Benedetto, correndo l’anno 1037, un certo Majone, giudice della nostra città: Majo judex de               Nocera, così scrive nella sua cronaca l’Annalista Salernitano, aedificavit ibi Cellam s. Benedicti pro monachis nostris in hospitium peregrinorum. Il luogoproprio, ove surge quest’Ospizio, non è detto dall’Annalista citato né da altri, e quindi noi nol possiamo indicare. Non vogliamo tacere, che il titolo di Hospitium peregrinorum  non indicava solo lo scopo, cui doveva servire il pio luogo, ma era pure titolo particolare delle Case religiose dei Benedettini, alle quali o per la loro picciolezza, o per altro motivo, non si poteva dare quello più solenne di Badia. Questi diversi stabilimenti, dice il Guillaume nel suo Saggio Storico, non ha guari pubblicato della Badia di Cava, quasi soli nel loro genere a quest’epoca, tenevano luogo nei nostri Ospedali e dei nostri moderni Alberghi, ma con questa differenza, che l’entrata negli Ospizi della Congregazione di Cava era grutuita, mentre che quella nei nostri Ospedali rare volte è tale, e quella negli Alberghi non l’è mai. Per tal guisa gli Ospizi della Congregazione di Cava chiamavansi indifferentemente : Hospitale, Infirmeria, Foresteria et Hospitium peregrinorum.
Da R. Ammirante – Stato della città e Diocesi di Nocera de’ Pagani – Anno I . 1877)

3° . Badia di S. Maria a Monte
Le più interessanti notizie intorno all’origine e principali vicende di quest’antica Badia già ci troviamo di averle riferite più innanzi, quando facemmo parola del terzo tra i Santuari della nostra diocesi, S. Maria dè’ Miracoli, o S. Maria a Monte. E però chi avesse vaghezza di conoscerle potrebbe senza più leggere quell’articolo, che sta a pag. 133 del presente opuscolo.
4.° Priorato di S. Angelo in grotta
Questo Priorato onorato dai Sommi Pontefici di parecchi privilegi, ed arricchito dalla pietà dei fedeli di moltissime possessioni, allora segnatamente che le persone e le cose a Dio sacre riscuotevano l’omaggio della pubblica e privata venerazione, appartenne ai PP. Benedettini di Cava, i quali nei secoli di mezzo trovavansi di avere sotto la loro giurisdizione ben 77 Badie, 100 Priorati, 20 Monasteri inferiori, 10 obbedienze, ed oltre a 273 Chiese, in tutto 480 luoghi pii. Fu eretto verso il 1086, o, 1080, come vorrebbe il Ventimiglia, da s.Pietro Pappacarbone, terzo Abbate della ss. Trinità della Cava, e celebre nella storia del suo ordine non meno per la santità della vita, che per le egregie e svariate opere da lui compiute nel tempo del suo glorioso governo.I Monaci che esso conteneva erano parecchi per numero, e dovettero essere stati di grande ajuto a questa diocesi per la cura delle anime ed indirizzo dei fedeli nelle vie della santità e perfezione. Essendo cresciuto presso il Monastero il numero delle persone, le quali o per propria volontà o perché addette al servizio del pio luogo, si erano colà condotte a dimorare,si vide come formato un nuovo Casale, su cui avendo il Monastero della Cava acquistata la giurisdizione anche civile, la esercitò fino agli ultimi tempi dell’abolita feudalità, così su di esso Casale, come su di altre famiglie ( in tutto 40) sparse in vari siti di Nocera, le quali nel dì 8 maggio, sacro all’Arcangelo s. Michele, chiamava all’obbedienza nella vicina Chiesa di s. Angiolo, di proprietà del detto Monastero, coll’assistenza del Rettore e del Governatore del luogo.Non sarà discaro, leggere intorno a questo punto ciò che ne dice in una sua Cronaca ms. e tuttavia inedita, della Cavese Badia il ch. Abate d. Alessandro Ridolfi, o Radulfo, del Monastero della ss. Trinità della Cava:” E’ di nostra proprietà, così il citato autore, nella città di Nocera un luogo, che chiamato comunemente il Priorato di s. Angiolo de crypta, e dove i nostri vassalli ci sono soggetti per l’uno e per l’altro foro. Ma noi li volemmo spontaneamente sottoporre al Vescovo Nocerino, sebbene solo per la parte spirituale, riserbando a noi sulle loro cose e persone la nostra civile e mista giurisdizione. Tra gli altri fatti non dispiacerà saper questo, che ogni anno nella festa dell’Apparizione del s. Angiolo sono essi tenuti di andare alla Chiesa con verghe adorne di fiori ( il fassi alacremente da ciascuna famiglia) , ove giunti si dispongono intorno ad ad una lunga e grossa trave situata nel mezzo della Chiesa e tutta vestita di mille generazioni di fiori, per onore all’angelica purità. Nella Messa solenne poi ogni individuo chiamato dal Cancelliere, che ne prende nota, va a prestare la sua obbedienza al Priore celebrante”. (continua)

5.° Monastero di S. Giovanni in Parco
   Questo Monastero costruito alle falde dell’amena collina , così detta del Parco, e presso la pubblica via che ora chiamano Borgo, fu antica proprietà dei Padri della Benedettina famiglia, detta di Monte Vergine. Fino al 1715 i Religiosi che vi dimoravano erano pochi di numero, e nella monastica disciplinavenivano guidati da un capo che aveva il nome di Priore. Se non che essendosi accresciuti di numeroe ridotto in migliore assetto il Monastero con aumentare le fabbriche ad esso appartenenti, dimandarono alla Santa Sede, che il pio luogo fosse innalzato alla dignità di Badia, ed il Priore avesse titolo di Abbate, con tutti i diritti e privilegii che godonsi in questa Regolare famiglia. La s. Congregazione dei Vescovi e Regolari vi annuì, e con Rescritto del 2 di agosto del 1715 commise al Vicario Capitolare di questa Diocesi, Can. D. Lorenzo De Francesco, che avendo preso veramente miglior forma il Monastero, essendovisi accresciute le fabbriche, ed acquistato tanto di rendita da potervisi mantenere convenevolmente 12 Religiosi sacerdoti, ad petitam Monasterii cum suo titulo Abbatiali erectionem seu declarationem, ac Religiosorum introlluctionem pro suo arbitrio et conscientia procedat juxtapetita. Il Rescritto fu eseguito con Curiale decreto, il 9 giugno 1716.
Fino al 1806 vi continuavano di stare i Monaci. Ora l’antica Badia ancor essa si è tramutata in una casa di privata abitazione, e chi vi entra vi osserva tuttavia le orme dell’antico edifizio, con un chiostro, alle cui pareti si veggono vecchie immagini guaste e deformata dal tempo: Della chiesa poi esiste solo una piccola porzione, come diremo a suo luogo. Quando poi al tempo in cui è da porre la fondazione del Monastero, nulla sappiamo solo ci è noto che questo titolo di s. Giovanni, dato alla Badia in parola, si trova assegnato al luogo ov’essa esisteva fin dall’anno 995, secondo rilevasida una pubblica scrittura di quel tempo medesimo, ove è parola di un certo Giovanni, ed altri, i quali cedevano ad un tale Pietro i loro diritti sull’arbusto in s. GIOVANNI  di Nocera. Se poi il luogo avesse dato il suo titolo alla Badia, o viceversa, non possiamo affermare.   Da R. Ammirante – Stato della città e Diocesi di Nocera de’ Pagani – Anno I . 1877)

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